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MILANO - C’è un prezzo per tutto, anche per il lusso. E poi ci sono cose che non hanno valore, tipo l’irrazionalità e la speculazione. Questo è successo alle quotazioni di Brunello Cucinelli, volate in rialzo per un effetto scarsità, perché oramai trattano a multipli vicini a Hermes (45 volte gli utili del 2011) che peraltro non è un titolo liquido e che è il faro di tutto il mondo dell’alto di gamma.
Il mercato valuta che Cucinelli debba valere circa 790 milioni: circa 40 volte gli utili del 2011 e 23 volte quelli attesi per il 2014 (la media dei titoli del lusso è 15,5 volte). Cucinelli, stando ai prezzi di Borsa del suo debutto, dovrebbe trattare a un premio del 58% rispetto agli utili 2014 dal colosso del lusso Lvmh e dovrebbe valere il 40% in più rispetto alla grande azienda che crescerà di più nel periodo, ovvero Prada.
Per quanto ambiziose e buone siano le prospettive di crescita dell’azienda umbra, che in tre anni punta ad aumentare i ricavi di circa il 50% rispetto al 2011, e di registrare profitti quasi doppi (l’attesa è 35 milioni), il prezzo di oggi è irrazionale. l’azione ha infatti guadagnato poco meno del 50% chiudendo a 11,6 euro 3,85 euro in più rispetto ai 7,75 euro del collocamento.
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